9.5.06

Torno 

posted in Voci - by g per gentile concessione a LucaniArt

di Gianfranco De Simone

Perché se ti vedessi altrimenti che filtrata da venature ambrate di zuccherosità caraibiche, o altrove che nelle dure e scorbutiche terre – aride, nonostante le trame di fili ematici che le irrorano – causa del mio esser rizoma, o in ore diverse distanti e dimentiche di questi momenti in cui la mente troppo scava e poco ascolta, non percepirei lancinanti tremiti di dita da sedare in impressioni linguistiche.
Perché se non mi apparissi Città prima che Carne avrei modo di distogliere il pensiero o annegarlo nelle violenze del ricordo.
Ma sei strade di passi, d’incontri meticci, di conti e racconti, di straniata familiarità, di petali secchi a difesa di aromi, di abbozzi di sorrisi in curvature di sguardi più che in lucentezze di iridi. Contraddizioni climatiche di agosti balcanici e turchi. Le umide infusioni slovene e serbe, i tremori di Mostar, la brezza seducente e amica di Sarajevo, i caldi schiaffi di Istanbul. L’antinomia in note di ancestrali narrazioni ebraiche, ritmiche percussività bulgare, visionarietà zingare, circolarità dervisce. E ancora le rigorose arditezze del muezzin e i singhiozzi rebetici.
Inciampi geografici che smarriscono significati per raggiungere senso. Quello che più non si scorge tra le oblique scatole del borgo-gabbia dell’adolescenza, nella tosse mentale di mio padre, nelle ragioni e nei torti degli amici d’infanzia, nella combustione di foglie e resine nascosta all’occhio della Stanca Inquisizione di paese.
Sei irruzione nel ritorno desolato. Perché torno ancora. Come si torna ad un letto vuoto di parole. Per tributo e riconoscenza. Per bere dosi crescenti di senso del perduto sperando d’immunizzarsi contro lo sgomento paralizzante del senso di perdita. Torno, senza pretesa alcuna. Per assistere al compimento dei cicli. Per investirmi di realtà minuta che tradisce remote consuetudinarietà.
Ma se nel ritorno si incontra inaspettatamente Città, inesplorata, insolita, allora il disagio s’incrina. Perché a tornare è anche il fremito dei millepiani scompaginati.
Gianfranco De Simone è nato a Lagonegro in Basilicata e vive a Milano.
Collabora e scrive sulle seguenti riviste telematite Il Marsicano.net - Locanda riformista - In nome della cosa è - Sacripante
Il blog di g. Appunti Rizomatici

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1 Comments:

Blogger LucaniArt said...

Grazie g. di questo singolare racconto pastoso e d'impatto... A presto Mapi :)

09 maggio, 2006 14:12  

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